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Serata futurista

letture teatrali dai Manifesti futuristi con
Massimiliano Finazzer Flory

con interpretazioni musicali e coreografie di danza



Serata futurista vuole celebrare la nascita del Movimento Futurista attraverso passaggi da alcuni dirompenti Manifesti, che, articolandosi nel tempo, hanno segnato le tappe della rivoluzione futurista nei diversi campi del sapere, delle arti e della vita.
Con la pluralità dei mezzi espressivi, che esalta il valore dell’energia del Futurismo, si vuole far rivivere l’impeto e la passione del movimento e dei suoi eroi.

Serata futurista si offre, dunque, come un’antologia di testi tratti da Fondazione e Manifesto del Futurismo (1909) e Manifesto dei drammaturghi futuristi (1911); con un’incursione tra le parole in libertà di Marinetti Zang Tumb Tuuum (1912), La Fontana malata di Aldo Palazzeschi (1909) e le dichiarazioni programmatiche di Giovanni Papini che, con accesa vis polemica, affronta sulla rivista Lacerba il Perché son futurista (1913).
Per un itinerario libero nella fantasia nella quale l’opera si distingue per “la spaventosa potenza di analogia” e dove la ricchezza inesauribile d’immagini uguaglia quasi il suo “disordine di punteggiatura logica”.

Poiché l’evoluzione della musica, nello spirito futurista, è parallela al moltiplicarsi delle macchine e propedeutica alla creazione del rumore musicale, Serata futurista è arricchita da originali improvvisazioni musicali a tema.
Performance di danza contemporanea completano questo viaggio nell’immaginazione senza fili, nell’utopica tensione di superare le possibilità muscolari e tendere a “quell’ideale corpo moltiplicato” del motore lungamente sognato dall’immaginario futurista.




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