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Il tempo di Gustav Mahler testi di Massimiliano Finazzer Flory, Alma Mahler, Gustav Mahler |
Dopo il debutto al Festival dei Due Mondi di Spoleto, è in scena da gennaio 2011 “Il tempo di Gustav Mahler” di Massimiliano Finazzer Flory. Musica dal vivo, danza, recitazione. Atto unico, 90 minuti. |
I commenti di chi ha visto la rappresentazione Lo spettacolo "Il tempo di Gustav Mahler" esprime in modo compiuto e teatralmente efficace la solitudine e la distonia del compositore boemo rispetto ai propri tempi. Dopo l’”Orecchio di Beethoven” e il mondo di Borges, un nuovo salto molto ben calcolato di Massimiliano Finazzer Flory nel vortice creativo di Gustav Mahler con l’impeccabile aplomb austro ungarico di Quirino Principe che suona con la maschera di Erich Von Stroheim e la fermezza leggera di Gilda Gelati, certo molto più simpatica di Alma. Ogni cosa è crocifissa, immobilizzata, dal Tuo Amore senza fine. Lo spettacolo mi ha colpito… è davvero bello! Ho davvero gradito lo spettacolo culturale su Gustav Mahler. Finazzer Flory ha guidato per mano gli spettarori come un premuroso docente fa con i propri allievi. Infatti, per far sì che il pubblico memorizzasse ha portato a conoscenza il Mahler uomo e artista recitando delle sue lettere, che evocavano amore per la moglie, dolcezza e schiettezza nell'amicizia, dolore per la morte della figlioletta, e poi i paesaggi vissuti dal lui , i sentieri nel bosco calpestati dai suoi passi imperiosi, un modo tutto suo per concentrarsi e ricavare dal Creato quell'armonia che poi materializza in note, che allieteranno l'animo di chi ascolta nei secoli la sua musica. La serata mi è parsa
come uno straordinario omaggio alla persona di Mahler per la sua voce evocata
per pianoforte da Quirino Principe, per colorature di melanconia ed esultanza
per ottone e silenzi, per il recitativo elegegiaco-drammatico performato da Apprezzo molto i lavori teatrali di Finazzer Flory: hanno il merito di affrontare sempre temi importanti, mai banali, riuscendo a comunicarli con emozione. “Il tempo di Gustav Mahler” mi ha sorpreso per la riflessione, per l’appunto, sul tempo, ma soprattutto per quella sul bambino, sul male nei confronti dell’innocente. Sono argomenti enormi che meritano di essere sempre ripresi e ripensati; ringrazio l’amico Massimiliano per aver dato l’occasione di ritornare su tali questioni.
Il Massimiliano che noi conosciamo come assessore della più importante città d’Italia sostiene che invece Lui è un Attore e basta. Anche questo non è vero: perché in verità Lui prima ancora di essere Attore è un Autore. Inventore o diffusore di un genere alquanto ambizioso di cui è ormai il massimo specialista: quello di intrufolarsi nell’esistenza privata e artistica di grandi esponenti dell’arte attraverso loro scritti, citazioni biografiche, testimonianze e aneddoti e altri documenti rilevanti, significativi, «parlanti», che Lui cuce insieme, recita, anzi impersonifica con dilettevoli e colti contorni musicali. Così Lui è già diventato per circa un’ora ogni volta Beethoven, Borges, Marinetti e ultimamente Mahler. Non male per farsi ospitare, legittimato, nel club dei geni del mondo. Così il Massimiliano scatena anche il furore delle personali predilezioni di ciascuno di noi (io gli ho suggerito Handel e Don Chisciotte, quest’ultimo per la troppo calzante identificazione con la sua allampanata figura). Il genere teatrale Finazzer Flory (mini vite illustri sceneggiate in cinquanta minuti con accompagnamento musicale e talvolta perfino danze e cotillons) attende ancora un nome adeguato. Provvisoriamente chiamiamolo «Le mille vite di Finazzer Flory». La rappresentazione dell'esistenza tormentata di un artista geniale, oppresso dalle contingenze del suo tempo e tormentato dalle sofferenze personali; il dramma di un uomo dalla sensibilità straordinaria e dalla personalità prismatica che è stato capace di sublimare il dolore, di trasfigurarlo e di tramutarlo in arte. Questo è “Mahler”, lo spettacolo teatrale scritto, interpretato e diretto da Massimiliano Finazzer Flory e reso ancora più suggestivo dal contrasto tra scenografia minimale ed essenziale e monologhi articolati e pindarici. Grazie alla sua interpretazione magistrale e alla sua intensa partecipazione, Massimilano Finazzer Flory ci restituisce fedelmente un ritratto profondo e articolato di Mahler, della sua complessità di uomo e di compositore, soffermandosi in particolare sulla dicotomia Eros e Thanatos, componente qualificante della sua musica e della sua esistenza, e dando vita ad una rappresentazione coinvolgente della vicenda umana di Mahler. |
Prima assoluta Spoleto, 53° Festival dei Due Mondi, Sala Frau, 3 luglio 2010
ore 21.30
Date 2011 |
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