Notte bianca è un ossimoro.
Prova estetica, fatica filosofica, letteratura urbana, sociologia viva.
Sui tetti di Milano. Dalla notte al mattino. Si leggono poesie. Fino a essere letti da esse. Dal tramonto all'alba sui tetti della città: quest'azione è già in sé una riflessione sul senso ultimo delle parole di un pensiero poetante.
La Città delle Vertigini. Prima la vertigine di un pensiero, poi la città.
Vertigini come perdita di conoscenza? O al contrario come suo recupero, ri-pensato a partire dal giramento di testa, non di una testa che si "gira" dall'altra parte, ma che cerca il disorientamento per mettere in discussione i punti di riferimento a proposito di Milano: cliché (gli affari), pregiudizi (la bruttezza) e stereotipi (il lavoro).