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Scritture silenziose

Palazzo Dugnani, dal 24 settembre al 31 ottobre '09



Scrivere è entrare nell’affermazione della solitudine, dove incombe la fascinazione.
È consegnarsi al rischio dell’assenza di tempo, dove regna l’eterno ricominciamento…
Là dove la cosa ridiventa immagine, dove l’immagine, dà allusione a una figura,
diventa allusione a ciò che è senza figura…

Maurice Blanchot, Lo spazio letterario

Un enigma avvolto nel mistero: la scrittura Rongo Rongo dell’Isola di Pasqua è il punto di partenza per le originali creazioni di 15 artisti internazionali che attraverso video, sculture, graffiti, installazioni hanno dato voce alle “scritture silenziose”. Tracey Emin, Joseph Kosuth, Barbara Kruger, Marco Nereo Rotelli, Giuseppe Penone, per citarne soltanto alcuni, re-interpretano le tre tavolette originarie che provengono dai Musei Vaticani, secondo la sensibilità contemporanea facendo trasparire, ciascuno a suo modo, il portato metaforico, simbolico, allegorico, allusivo del gesto della scrittura. In tutte queste forme espressive ciò che emerge è la “profondità elementare” dell’opera che fa sì che l’opera sia tale. Per riprendere le parole di Maurice Blanchot è “l’opera a far apparire ciò che nell’oggetto sparisce”. E così fra il significato e il significante, la forma e la sostanza, il contenuto e il contenitore si attua uno strano e indisgiungibile rapporto che non si esaurisce in una “verità di natura comparativa”. La materia negata nell’uso si declina qui attraverso una duplice proposta artistica. Da un lato cerca l’allontanamento dal presente, dal quotidiano, dal banale, dall’altro fa apparire qualcosa di noi “che non eravamo”, una profondità di sguardo all’interno dello spettacolo del mondo. Innegabile che il fascino della pratica della scrittura risieda nel mistero delle origini e nel suo tramandarsi. Mai quieto e chiuso. Movimento esotico, bisogno di orizzonti in nome dei quali la bellezza delle cose dà appuntamento all’eleganza. Da qui l’esposizione ha voluto riflettere intorno a un concetto filosofico della scrittura concentrandosi sulle tracce, i segni, i margini che sono anche i temi privilegiati da Jacques Derrida nella sua analisi decostruzionista nell’ambito di una “philosophie de la représentation originaire”. Quasi a dimostrare che sulla soglia tra dicibile e indicibile, fra immagine e pensiero si possa accogliere il senso più autentico della parola. Un senso delle origini, appunto, che fra mito, leggenda e sacro si trasmette, nella luce dell’ineffabile, fino ad oggi. In questa prospettiva il dialogo fra antico e moderno esce dai confini ristretti dei saperi disciplinari e investe una più ampia concezione di cultura. Con questa mostra Louis Vuitton sostiene la Fondazione Rapa Nui e permette la diffusione di un patrimonio artistico e culturale senza eguali. Con la volontà di ricontestualizzare un antichissimo messaggio nel vissuto e nell’esperienza dei nostri giorni: una comunità inconfessabile che si riunisce intorno
al piacere della ricerca, dell’andatura sensuale tesa a un ideale. Accogliere quest’esposizione in uno spazio come quello di Palazzo Dugnani significa interpretare fino in fondo il progetto Milano Mondo in direzione di Milano città d’arte ovvero nel senso di una politica di amicizia quanto mai necessaria. Da dove cominciare quindi se non da Parigi? Creando un dialogo suggestivo fra le due città grazie alle storiche architetture di Palazzo Dugnani e alle forme espressive dell’arte contemporanea con particolare attenzione per le videoinstallazioni. Riscoprendo una vocazione antica e nuova di Milano e Parigi, capitali europee del libro e dell’editoria, da sempre votate alla scrittura e al silenzioso amore per il bello.

Massimiliano Finazzer Flory
Assessore alla Cultura del Comune di Milano

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