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Stanley Kubrick Fotografo 1945-50

Palazzo della Ragione, dal 16 aprile al 4 luglio '10



Sapeva aspettare. Sapeva aspettarci.
Era pragmatico nell’attendere che il momento fosse quello giusto,
che la cultura fosse pronta,
e tutto quanto fosse a posto dentro di sé,
prima di portare qualcosa sullo schermo.

Steven Spielberg in Stanley Kubrick. Una vita per immagini

Questa mostra dedicata a Stanley Kubrick fotografo presenta al pubblico stampe da negativi originali, per la prima volta al mondo, che risalgono agli anni 1945-1950 durante i quali il giovane futuro regista lavorava per la rivista Look.
Queste immagini raccontano anzitutto lo “sguardo” di Kubrick che si è rivelato essere uno dei tratti stilistici più interessanti della sua poetica cinematografica.
Conosciuto ai più per gli indimenticabili film che hanno segnato la storia del cinema, Kubrick si è brillantemente distinto per la sua attività di fotoreporter. Una carriera fotografica che si è dispiegata all’insegna della ricerca dell’anima dei personaggi ritratti al pari degli ambienti con una personalissima visione del reale e dei suoi stratificati livelli di significato. Si ricordino, per esempio, l’uso degli specchi, la capacità di rappresentare il mondo dell’infanzia e di cogliere, dietro ai miti dello sport, le storie e i momenti drammatici che accompagnano l’agone. Oppure i ritratti di personaggi celebri nel mondo del cinema e della musica.
Ma uno degli aspetti che maggiormente ci colpiscono attiene alla straordinaria capacità di dipingere la New York di quegli anni. Con tutto il mistero, il dinamismo, il “colore” di una città-simbolo non soltanto d’America. Soprattutto Kubrick riesce a restituire perfettamente la narrazione delle storie attraverso una scelta sorprendente e toccante delle immagini e delle inquadrature.
L’autore frequenta il “milieu” dei fotografi professionisti e si relaziona a questo gruppo creativamente. Per testimoniare il vivace contesto culturale del periodo l’esposizione comprende opere di altri artisti quali, soltanto per citare qualche nome, Walker Evans, Russell Lee, Henri Cartier-Bresson, Brassaï.
Documentari e lungometraggi della prima metà degli anni cinquanta del secolo scorso completano il percorso della mostra costruendo un ideale “ponte” verso la sua scelta, di poco successiva, di consacrarsi all’arte delle immagini in movimento. Perciò proporre Stanley Kubrick – un narratore a Palazzo della Ragione significa proseguire l’obiettivo di diffusione della conoscenza delle arti visive a vocazione internazionale che è parte integrante della nostra idea di cultura, intesa come convergenza dei saperi, promossa dal nostro Assessorato nel corso del 2010 nell’ambito di due importanti modelli di lavoro: “Milano si racconta” e “Milano mondo”.
Entrare fra le immagini di Kubrick vuol dire compiere un viaggio fra memoria e immaginazione, anche fra realtà non facili, come quando affronta il tema della cecità. Ma sempre consapevoli che, in ogni momento, per riprendere le sue parole: “per esteso che sia il buio, dobbiamo fornire noi le nostre luci”.

Massimiliano Finazzer Flory
Assessore alla Cultura del Comune di Milano

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