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Forattini. Coraggio, libertà, sberleffo

Palazzo Reale, dal 3 luglio al 27 settembre '09



I posteri giudicheranno certo assai meglio le nostre questioni
ma se noi non sbagliassimo sarebbe la fine.
Sia ben chiaro che per saggezza intendo la capacità di agire
in armonia con i miei errori preferiti.


Ennio Flaiano, Diario notturno


In principio c’era il disegno. Poi venne la satira.
Sì. Perché ospitare un’antologica di Forattini significa riflettere e rappresentare un genere culturale che per questa trasversale necessità è un “ritratto” il cui volto appartiene a chi guarda e la cui cornice è la società stessa.
Forattini non è solo un artista che ha scelto di non essere l’artista di tutti e di nessuno, ma è anche un “pezzo” della nostra storia, di una Repubblica fondata non di rado sul lavoro (degli altri).
La satira attraverso lo specchio, oltre che essere un’emblematica immagine della mostra, è una metafora per raccontare questo mondo fatto di una moltitudine di disegni, vignette, “teatrini”, video-trasmissioni conditi con l’ironia e l’arguzia del maestro.
Forattini fa parte, così, di quel quinto stato che verrà in nome della libertà di cui tutti parlano e che pochi praticano. Si tratta di un difficile esercizio di responsabilità che Forattini ha pagato sulla propria pelle. Sì. Perché Forattini è stato amato e odiato, valorizzato e vilipeso, omaggiato e ignorato, commentato e criticato. Ma soprattutto poco studiato.
Ed è stato un errore perché rileggendo la sua storia possiamo sapere qualche cosa di noi e del rapporto che questo Paese – l’Italia – ha con la propria immagine e la propria identità.
Con Forattini il “teatrino” della politica mette in scena l’ironia e l’autoironia grazie a una satira che non tracima mai in sarcasmo. L’obiettivo di Forattini è infatti duplice: se da un lato tratteggia i vizi dei nostri costumi, dall’altro li trasforma in arte che si sottrae al cinico conformismo tipico del populismo senza progetto che propugna a sua volta una politica senza cultura.
Con questa nostra operazione Giorgio Forattini. Coraggio. Libertà. Sberleffo che restituisce un ritratto dell’Italia dal 1970 a oggi vorremmo nobilitare e valorizzare, nelle sale di Palazzo Reale, l’estetica dell’autore che in un’attenta selezione su 2000 vignette propone al pubblico il risultato di un’eccezionale carriera e una retrospettiva in chiave vivace e umoristica dei fatti e personaggi della nostra Italia.
Allora, quando con il permesso della storia i disegni satirici sopravvivono ai personaggi i disegni diventano essi stessi i protagonisti del racconto insieme all’autore.
Sicché nel labirinto della politica, così come suggerisce l’allestimento dell’esposizione, il titolo della mostra Coraggio. Libertà. Sberleffo si può tramutare in Coraggio. Sberleffo. Libertà.

Massimiliano Finazzer Flory
Assessore alla Cultura del Comune di Milano


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