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Darwin 1809 | 2009

cat. Codice Edizioni

Rotonda della Besana , dal 4 giugno al 25 ottobre '09



Quando ero a bordo della nave di Sua Maestà Britannica
Beagle come naturalista, fui molto colpito da alcuni fatti
riguardanti la distribuzione degli abitanti dell’America del Sud…
Mi sembrò che quei fatti gettassero qualche luce sull’origine della specie
– quel mistero dei misteri, come lo ha chiamato uno dei nostri maggiori filosofi…

Charles Darwin, Su l’origine delle specie per selezione naturale

La figura di Charles Darwin nella duplice occasione del bicentenario della nascita e dei centocinquanta anni dalla pubblicazione de L’origine delle specie, è qui affrontata attraverso il viaggio della scoperta. Un viaggio intrapreso a bordo del Beagle che rappresenta metaforicamente la tenacia, l’entusiasmo e l’avventura della ricerca. Anche nella direzione di una ricerca impossibile che tuttavia non significa l'impossibilità della ricerca.
Documenti, oggetti, immagini, modelli, ricostruzioni raccontano ai visitatori e specialmente a quelli più giovani la storia di un’idea rivoluzionaria, osteggiata, scandalosa per l’epoca, ma gravida di significative conseguenze.
La storia del padre dell’evoluzionismo è rivissuta nelle pagine dei taccuini, nello studio di Down House riprodotto a grandezza reale, negli oggetti esposti con meticolosità e privilegiando un impatto estetico di grande effetto. Evitando, però, gli stereotipi e le troppo facili semplificazioni. Per una rilettura che non ignora, ad esempio, le riflessioni di Bergson attorno a un’evoluzione creatrice con una mutata concezione del tempo che, pur prendendo le distanze da una certa forma di darwinismo, testimonia di quanto questa teoria abbia fatto discutere e sradicato certezze apparentemente immutabili.
Tornare a interrogarsi oggi su Darwin apre a una più ampia comprensione dell’evoluzione della ricerca scientifica, dei metodi e delle tecniche che sempre più entrano a far parte del nostro vivere quotidiano. Vuol dire conciliare le due culture di cui parlava Charles Snow muovendo contro la “separatezza” di umanisti e scienziati. Perché se la cultura è tale è sempre totalizzante, connettiva.
Adottando così un diverso approccio alle posizioni di Darwin per una migliore diffusione del suo pensiero all’interno, soprattutto, di un rinnovato interesse per la storia della biologia - grazie in particolare ai progressi della biologia molecolare - che permetteranno di esplorare più a fondo i meccanismi della vita.
Per fare delle cosiddette due culture, la scientifica e l’umanistica, come suggerisce la concezione di questa mostra, un solo movimento teso al sapere, alla curiosità, all’amore per la conoscenza, reinterpretando una tappa importante della storia della scienza e liberando le teorie dell’evoluzione dagli “ismi” delle ideologie.

Massimiliano Finazzer Flory
Assessore alla Cultura del Comune di Milano


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