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La pietà Rondanini e il Crocifisso ritrovato
cat. Allemandi & C.

Castello Sforzesco - sala degli Scarlioni, dal 5 aprile al 3 maggio '09



Da Passio a Passio. Come abitare la distanza?
Con la pietà del pensiero insieme a una domanda: che cos’è la passione? Nell’interrogativo vi è già la risposta, l’opera che va verso l’ispirazione. Con una citazione: “Tutto attendeva. La lancia e i chiodi attendevano. Il miracolo e la natura attendevano ugualmente, l'ordine del miracolo e l'ordine della natura. Tutto l'ordine naturale attendeva, tutto l'avvenimento, tutto l'ordine dell'avvenimento della natura”. Con queste parole Charles Péguy interpreta in Getsemani il significato della Pasqua per offrirci una duplice prospettiva, una doppia creazione. Il Fiat Lux delle origini richiama un sacrificio che è ora attraversato da un moto di disperazione.
Queste riflessioni, probabilmente scritte subito dopo la Pasqua del 1910, annunciano un tema universale che pare materializzarsi nelle sculture di Michelangelo. Perché il Crocifisso attributo al giovane Michelangelo attorno al 1495 che qui viene esposto va letto in correlazione a quell’altra opera della tarda maturità dell’artista (1564), La Pietà Rondanini, che si tramuta in eco di una seconda dolorosa creazione: la “kenosi” del Dio che si fa carne, mistero di salvezza.
Le due opere, il Crocifisso e la Pietà Rondanini, sono nella mostra essenziali stazioni di un percorso spirituale che sollecita tanto i credenti quanto i non credenti per la bellezza delle forme, la sacralità e la simbologia che racchiudono. Un’occasione, dunque, preziosa per ammirare “oggetti” di enorme valore che non è possibile – al di fuori di questa iniziativa - visitare nella stessa sede. Una mostra che è nata e pensata in relazione anche al tempo, pasquale, in cui si ricorda la Passio di Cristo. Una maniera differente per celebrare la Pasqua nel ricordo del cammino religioso ripercorso sulle tracce dell’arte.
Il tema della Passio ha infatti ispirato scrittori, pittori, registi, artisti per la ricchezza e la complessità del soggetto affrontato, ma con queste due opere Michelangelo restituisce al pubblico, oggi ancora, una forza emotiva e un’estetica delle forme ineguagliabili.
La partecipazione dell’arte contemporanea con Thomas Struth, infine, aggiunge scandalo allo scandalo, sfida alla sfida, scommessa alla scommessa. Per ripensare profondamente all’etica dell’ascolto, in una società come la nostra in crisi di “audience”, alla ricerca della verità della bellezza di fronte all’opera d’arte, con le braccia aperte.

Massimiliano Finazzer Flory
Assessore alla Cultura del Comune di Milano

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