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Ciurlionis. Un viaggio esoterico 1875-1911

Palazzo Reale, dal 17 novembre '10 al 13 febbraio '11



Infinitamente profondo è il pensiero,
e il suo strumento alato è la parola.


Rudolf Steiner, L’uomo si esprime nel linguaggio, nel riso e nel pianto


La patria di Ciurlionis è la Lituania. Questo affascinante paese ha un cuore antico ma un recente assetto istituzionale. Come è possibile parlare di Ciurlionis, senza evocare la magica bellezza di questa terra? Così come la ricchezza culturale che la attraversa? Possiamo ricordare personalità quali il filosofo Emmanuel Lévinas o il regista teatrale Eimuntas Nekrosius, figli legittimi di un dio maggiore: il cielo le cui stelle sono fari che illuminano la scena. E se c’è qualcosa che accomuna personaggi così diversi e discipline differenti dalle arti visive, alla musica, al teatro, forse questa traccia si può ritrovare nella capacità di uno sguardo particolare, profondo, sottile. Impregnato dal sogno, denso di malinconia, percorso da struggente poesia, orientato verso ciò che sta al di là, avvolto nel mistero.
Scoprire la prima mostra italiana dedicata a Mikolaius Konstantinas Ciurlionis significa intraprendere, come indica lo stesso titolo, un viaggio esoterico. Un viaggio che ho compiuto personalmente in Lituania per visitare il Museo Nazionale di Belle Arti di Kaunas da cui provengono le opere qui esposte. Un viaggio nel quale si percepisce un’aria di libertà, governata dall’astronomia. Ed è forse per questo che gli artisti lituani provano il sentimento di un’amicizia autentica che unisce gli uomini.
Il fondatore dell’arte moderna di questa regione è celebre per le sue “visioni d‘altri mondi”. In lui risuonano le influenze di Caspar David Friedrich e da lui si diffondono gli influssi di quelle correnti artistiche che troveranno sviluppo con Kandinsij, Kupka e Mondrian. Poesia, filosofia e musica si fondono nella sua ricerca. Perché nella “scienza dello spirito non si può lavorare senza un attivo e artistico senso del linguaggio”, come scriveva il suo maestro Steiner.
Dunque, ciò che emerge da tale nostra iniziativa è un itinerario complesso che ci porta alle radici della modernità e ci permette di conoscere meglio un pittore “visionario” e lirico che tanto ha anticipato delle innovative tendenze del Novecento. Belloli, per fare soltanto un esempio, definisce Ciurlionis un “filosofo della musica che dipinge il mondo delle idee”. Ed è innegabile il suo legame con l’astrattismo, seppure con le necessarie distinzioni. Là dove campeggiano i fuochi dell’immaginazione. Rifiutando un’immagine convenzionale l’artista ha preso le distanze dallo specchio, ha cercato di percepirsi partendo dall’immaginazione, senza specchio, rischiando una nuova rappresentazione. Per amplificare i vissuti, le storie, i pensieri iscritti nell’opera e nello spirituale dell’uomo. Le tempere, i pastelli, gli acquarelli sono i loro effetti, sono ciò che resta di una ri-flessione ovvero di un ulteriore piegamento dell’immagine artistica su di sé. Incalzati dalla visione, suggestionati dalle immagini, interrogati da quelle sublimi e terribili istanze della realtà seconda.

Massimiliano Finazzer Flory
Assessore alla Cultura del Comune di Milano


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